Nelle ultime quattro annualità finanziate dai fondi Otto per Mille dell’IBISG, il programma Community Matching ha mostrato una crescita costante in termini di diffusione, radicamento e sostenibilità. Avviato inizialmente come sperimentazione in 10 città, nel 2025 il modello è operativo in 13 territori e sostenuto da un Network di 18 enti tra Comuni, SAI e organizzazioni della società civile. L’attivazione di fonti di finanziamento diversificate e il coinvolgimento diretto dei contesti locali dimostrano come il Community Matching stia progressivamente passando da iniziativa pilota a misura integrata nelle politiche e nelle prassi locali, capace di essere assunta e sostenuta in modo autonomo dai territori.
Questa quinta annualità continua a rispondere in modo diretto ai bisogni di contrasto alla povertà relazionale, al rischio di emarginazione e di discriminazione, favorendo la costruzione di legami significativi tra rifugiati e membri delle comunità ospitanti attraverso abbinamenti personalizzati (match). Queste relazioni contribuiscono a rafforzare la fiducia reciproca, facilitare l’accesso ai servizi e alle opportunità lavorative e promuovere la partecipazione attiva alla vita sociale, creando comunità locali più inclusive.
Le Cliniche Legali per l’Apolidia, in collaborazione con una rete di università italiane, offrono assistenza legale alle persone apolidi. Tra le principali attività, garantiscono l’accesso alle procedure per la determinazione dello status di apolidia e formano nuovi professionisti legali specializzati, rafforzando le competenze degli studenti. Il progetto mira a garantire che le persone apolidi possano esercitare i propri diritti e beneficiare delle protezioni previste dalla Convenzione del 1954, favorendo così la loro integrazione legale e sociale.
Il progetto negli anni
I programmi di community-matching, avviati in tutta Europa a partire dal 2015, sono stati documentati come una buona pratica per un’efficace integrazione dei rifugiati.
La prima sperimentazione italiana risale al 2021, resa possibile grazie al progetto “Spazi Comuni” – finanziato fin dal suo avvio attraverso i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – che viene attuato in diversi comuni italiani con l’obiettivo di coinvolgere 50 rifugiati entro la fine dell’anno e 90 nella prima metà del 2022.
Nel 2022 viene avviato il progetto “Spazi Comuni per l’Ucraina” che coinvolge 5 comuni italiani e si propone di migliorare le prospettive di inclusione dei rifugiati ucraini.