L’Italia è stato il primo Paese europeo a sperimentare l’epidemia da SARS-CoV-2 con una severità clinica imprevista. Sebbene la maggior parte degli infetti presenti sintomi lievi, una parte sviluppa forme gravi della malattia, come polmoniti acute che richiedono cure intensive. Età avanzata e comorbidità sono fattori di rischio noti, ma non sufficienti a spiegare l’ampia variabilità osservata. Si ritiene pertanto che la genetica dell’ospite giochi un ruolo determinante.
Alla luce di ciò, il progetto mira a identificare le varianti genetiche che influenzano la gravità della malattia, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di trattamenti clinici più efficaci e personalizzati, e nuove diagnostiche capaci di integrare la variabilità genetica sia del virus che del paziente.
Attraverso un approccio multidisciplinare e tecnologie avanzate, l’iniziativa intende rafforzare la risposta clinica e scientifica alla pandemia, accelerando l’individuazione di strategie terapeutiche più mirate e utili per la gestione futura di crisi sanitarie simili.
I partner del progetto includono, oltre al capofila Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS – Unità di farmacogenomica, l’Università di Siena – Dipartimento di Biotecnologie Mediche, l’ISPRO – Laboratorio di ricerca centrale, l’IRCCS Azienda Ospedaliero Universitaria San Martino – DiSSal, il CNR – Istituto di Tecnologie Biomediche, la Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza – Genetica medica, e la Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS – Microbiologia.