- Riqualificare un’area marginalizzata accanto a una ex discarica e trasformarla in un ecosistema sostenibile e inclusivo;
- Generare opportunità educative, produttive e socio-lavorative per persone con fragilità.
Il progetto si impegna a riqualificare un’area abbandonata di 3 ettari di terreno, all’interno di un eco-parco, su cu piantare circa 2.500 alberi, arbusti e piante officinali.
L’iniziativa prevede inoltre la realizzazione di un “Apipark” — apiario per la produzione del miele — con la previsione di un punto di osservazione aperto ai visitatori e la costruzione di percorsi didattici e sensoriali destinati anche a persone con disabilità e fragilità mentale. Favorisce, infine, l’inserimento lavorativo nel progetto di persone con fragilità e incoraggia la nascita di filiere per la distribuzione e vendita dei prodotti della natura.
Il territorio su cui verrà realizzato il progetto è attiguo a quello della discarica di Parapoti – San Vito, interessata in passato da atti di deforestazione e sversamenti illeciti di rifiuti. La Regione Campania sta provvedendo a bonificare ed a riforestare l’area interessata dalla discarica, ma i terreni adiacenti — che la presenza dell’impianto ha reso scarsamente appetibili dal punto di vista produttivo — sono stati abbandonati per anni, sebbene inseriti in un contesto ambientale e paesaggistico suggestivo. Il terreno, collinare e molto argilloso, risulta essere anche a rischio di eventi franosi.
Il progetto prevede la piantumazione di circa 2500 alberi, arbusti e piante officinali, nonché la realizzazione di un prato fiorito per creare un biosistema a tutela delle api e fruibile anche per esperienze didattiche e formative.
La costruzione di un ApiPark – inoltre – garantirà ai visitatori una trasversalità di esperienze emozionali, sensoriali e di contatto con la natura. I prodotti legati alla messa a dimora di piante e alberi (bacche di olivello, piante aromatiche, piante officinali, fiori, etc) verranno confezionati grazie a contatti con realtà locali già consolidate.
Saranno poi create e rafforzate delle attività di distribuzione dei prodotti, attraverso accordi sottoscritti con realtà equo-solidali e cooperative di agricoltura sociale, così da garantire la sostenibilità futura del progetto (comprese la formazione e l’inserimento socio-lavorativo di persone con fragilità). Così facendo, si creerà un processo virtuoso circolare a impatto zero, in cui ogni elemento è valorizzato e utile al supporto dell’intero circuito.