La rete dei Circoli Rifugio promuove accoglienza diffusa in appartamenti dedicati, équipe con professionisti di diversi profili, accompagnamento nella procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato e nei percorsi di inclusione sociale, sanitaria e formativa. È una forma di accoglienza sostenuta dal basso che coinvolge il territorio a partire dalle persone socie del circolo, che diventa perciò un luogo di riferimento, un punto di ritrovo, di socialità e di accompagnamento all’autonomia anche dopo il percorso di accoglienza.
Al terzo anno di rinnovo, il progetto “Circoli Rifugio – Più corridoi per la libertà 3”, prevede per il 2026 almeno tre nuovi corridoi umanitari dalla Libia tra aprile e dicembre, oltre alla partecipazione a nuovi protocolli per cittadini afghani e palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza.
Il progetto negli anni
ARCI è impegnata nell’implementazione dei corridoi umanitari dal novembre 2021, quando ha firmato il primo protocollo ministeriale per accogliere cittadini afghani in fuga dal regime talebano. Nel 2023 ha avviato un secondo protocollo per i corridoi dalla Libia e dal Niger, impegnandosi ad accogliere 300 persone in tre anni. Il progetto si rivolge a profili particolarmente vulnerabili: donne sole o con famiglia, giornalisti e attivisti perseguitati, persone LGBTQ+, individui con bisogni medici specifici e minori non accompagnati.
Ad oggi ARCI ha accolto 380 persone attraverso 13 corridoi umanitari.