- Intervenire per salvare animali in difficoltà;
- Sensibilizzare la comunità a tal punto da coinvolgere anche essa come attore e motore di intervento e cambiamento.
Il progetto si impegna a svolgere interventi di cura, accudimento e ricollocamento di oltre 700 animali in difficoltà.
Per la reintroduzione in natura degli animali sono previste collaborazioni con oasi del territorio e, laddove non sia possibile, è prevista invece la custodia in uno spazio protetto e idoneo dove gli animali possano avere una buona qualità di vita.
L’iniziativa prevede inoltre la realizzazione di strutture di accoglienza all’interno dei rifugi, quali spazi di quarantena, ricoveri e recinti.
Il degrado della natura e dell’ambiente che ci circondano, soprattutto nelle periferie delle grandi città, è un evidente segnale di una crisi profonda del rapporto tra uomo, ambiente e animali.
Il progetto prevede:
Lo scopo è favorire la reintroduzione in natura degli animali, grazie anche a collaborazioni con le oasi del territorio. Laddove ciò non sia possibile, il progetto prevede la loro custodia in spazi protetti e idonei, così da garantire una buona qualità di vita agli animali malati, disabili, imprintati, considerati nocivi e soggetti a politiche di eradicazione, nonché agli animali domestici cosiddetti da reddito.
Pertanto si prevede di utilizzare le strutture già realizzate nel primo step di progetto (l’infermeria, la sala con gabbie per degenza, voliere e recinti di riabilitazione, voliere e recinti di ambientamento) e di realizzarne di nuove, quali ad esempio le strutture di quarantena, nuovi ricoveri e recinti.
Vitadacani porta avanti il progetto in collaborazione con la Piccola Società Cooperativa Vitadacani e con il network La Rete dei Santuari di Animali Liberi, che riunisce e coordina 26 tra i più rappresentativi rifugi per animali salvati dall’industria della carne.
Il progetto nella sua prima annualità (da novembre 2023 a novembre 2024) ha portato a termine la realizzazione di strutture di prima accoglienza, all’interno dei rifugi, per la fauna ferita.
Tra le strutture realizzate: una piccola infermeria per il primo soccorso e le terapie, una sala con gabbie per degenza per i ricoverati, voliere e recinti di riabilitazione, voliere e recinti di ambientamento (per animali quasi liberabili), voliere e recinti per chi non potrà tornare in natura, casette e recinti per gli animali cosiddetti da reddito.