Nei periodi di quarantena dovuti all’emergenza Covid-19, la violenza di genere contro le donne — già presente nella nostra società — si è aggravata ulteriormente. Isolamento, convivenza forzata, restrizioni alla circolazione e instabilità socio-economica stanno comportando per molte donne e per i loro figli il rischio di una maggiore esposizione alla violenza domestica e assistita.
La prolungata condivisione dello spazio abitativo con l’autore di violenza ha comportato non solo un aumento del numero di episodi di violenza ma anche un loro aggravamento. Le disposizioni normative in materia di distanziamento sociale introdotte al fine di contenere il contagio si sono rivelate un ulteriore elemento che ha ostacolato le donne dalla possibilità di richiedere aiuto e di essere accolte e ricevere tutela.
Attraverso degli sportelli antiviolenza online — uno sulle varie forme di violenza e uno specifico sulla violenza economica — il progetto della Rete antiviolenza per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto REAMA, attivo dal 2018, ha potuto fornire risposte immediate ed efficaci. Nei periodi di lockdown gli sportelli hanno registrato un andamento in controtendenza rispetto alla diminuzione dei contatti telefonici, poiché per le donne è stato più facile scrivere che telefonare.
Ora è arrivato il momento di dare risposte strutturali e di lungo periodo, sia nel supporto delle donne che stanno tuttora subendo violenza che nel sostegno a quelle che hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita.