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educazione

REAMA

Realizzato da Fondazione Pangea
dal 2024
Concluso
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Obiettivi

  1. Aumentare la capacità di risposta e allargare la rete degli sportelli REAMA online per favorire la realizzazione dei diritti umani, la loro tutela e messa in atto;
  2. Creare processi di consapevolezza nell’opinione pubblica al fine di modificare l’aspetto culturale che sottende e giustifica la violenza;
  3. Lavorare affinchè leggi, politiche, misure, protocolli e procedure operative recepiscano gli standard delle Convenzioni internazionali (convenzione di Istanbul e CEDAW) per la prevenzione e il contrasto alla violenza e per favorire pari opportunità tra uomini e donne:
  4. Favorire la nascita di percorsi per avvocati specializzati sulla violenza, e favorire lo scambio tra le avvocate su leggi, processi e modalità per permettere un accesso alla giustizia che non sia ostacolato da stereotipi, stigma e inerzia.

Impatto

Il progetto raggiunge oltre 3.000 beneficiarie tra donne ascoltate, orientate, prese in carico e messe in sicurezza, anche grazie all’apertura di un primo nucleo di casa rifugio d’emergenza.

L’iniziativa prevede, inoltre, la messa in atto di un piano di comunicazione che coinvolge almeno 50.000 persone, con 25 eventi di sensibilizzazione e 3 convegni, oltre alla produzione di un rapporto all’ONU sugli avanzamenti dei diritti umani e delle donne in Italia.

Infine, il progetto porta a compimento la produzione di un documento sulle criticità dell’azione giudiziaria nei confronti delle donne a cura della task force giuridica di REAMA.

Progetto

Nei periodi di quarantena dovuti all’emergenza Covid-19, la violenza di genere contro le donne — già presente nella nostra società — si è aggravata ulteriormente. Isolamento, convivenza forzata, restrizioni alla circolazione e instabilità socio-economica stanno comportando per molte donne e per i loro figli il rischio di una maggiore esposizione alla violenza domestica e assistita.

La prolungata condivisione dello spazio abitativo con l’autore di violenza ha comportato non solo un aumento del numero di episodi di violenza ma anche un loro aggravamento. Le disposizioni normative in materia di distanziamento sociale introdotte al fine di contenere il contagio si sono rivelate un ulteriore elemento che ha ostacolato le donne dalla possibilità di richiedere aiuto e di essere accolte e ricevere tutela.

Attraverso degli sportelli antiviolenza online — uno sulle varie forme di violenza e uno specifico sulla violenza economica — il progetto della Rete antiviolenza per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto REAMA, attivo dal 2018, ha potuto fornire risposte immediate ed efficaci. Nei periodi di lockdown gli sportelli hanno registrato un andamento in controtendenza rispetto alla diminuzione dei contatti telefonici, poiché per le donne è stato più facile scrivere che telefonare.

Ora è arrivato il momento di dare risposte strutturali e di lungo periodo, sia nel supporto delle donne che stanno tuttora subendo violenza che nel sostegno a quelle che hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita.

Come firmare