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	<title>8&#215;1000 Soka Gakkai</title>
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		<title>Youth4Climate 2026, premiati i progetti dei giovani per il clima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dieci progetti sostenuti con l’8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai Dal 19 al 22 ottobre i vincitori della Call for Solutions 2026 hanno incontrato università, imprese e istituzioni da Milano a Roma Dal 19 al 22 ottobre oltre sessanta giovani da tutto il mondo, vincitori della Call for Solutions 2026 del progetto Youth4Climate, hanno visitato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/youth4climate-2026-premiati-i-progetti-dei-giovani-per-il-clima/">Youth4Climate 2026, premiati i progetti dei giovani per il clima</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="mt-6 text-center text-2xl font-light" style="text-align: center;"><em>Dieci progetti sostenuti con l’8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai</em></h3>
<p class="mt-6 text-center text-xl font-light leading-8" style="text-align: center;"><em>Dal 19 al 22 ottobre i vincitori della Call for Solutions 2026 hanno incontrato università, imprese e istituzioni da Milano a Roma</em></p>
<p>Dal 19 al 22 ottobre oltre sessanta giovani da tutto il mondo, vincitori della Call for Solutions 2026 del progetto Youth4Climate, hanno visitato Milano, Venezia, Bologna, Napoli e Roma per incontrare università, imprese, fondazioni e istituzioni impegnate nella lotta alla crisi climatica. L&#8217;iniziativa è promossa da UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) e finanziata dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il co-finanziamento dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8&#215;1000. L&#8217;Istituto ha partecipato con i suoi rappresentanti alla giornata inaugurale di Milano e a quella conclusiva di Roma.</p>
<h5 class="wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-block-0-2-0"><strong>MILANO: FAR CRESCERE LE IDEE DEI GIOVANI</strong></h5>
<p>Il percorso è partito il 19 ottobre nella Sala Alessi di Palazzo Marino, a Milano, la città in cui Youth4Climate era nata nel 2021. Al centro della giornata una domanda: come possono le soluzioni climatiche ideate dai giovani crescere, durare e generare un cambiamento su larga scala? A condurre sono stati due giovani della community, <strong>Maryam Bello</strong>, imprenditrice nigeriana, e <strong>Pablo Castellanos Ramelli</strong>, co-fondatore di una start-up colombiana e tra i protagonisti del documentario<em> Generation Trust</em>, realizzato lo scorso anno con il sostegno dei fondi 8&#215;1000 dell&#8217;Istituto.<br />
<strong>Agostino Inguscio</strong>, direttore del Centro UNDP di Roma, ha ricordato come dalle richieste dei giovani del 2021 (risorse, mentorship, la possibilità di essere presenti dove si decide) sia nato un percorso stabile, con oltre duecento progetti già finanziati. Nel panel con i rettori, <strong>Donatella Sciuto</strong> del Politecnico di Milano ha sottolineato che il compito delle università è anticipare il futuro, non inseguirlo. <strong>Francesco Billari </strong>dell&#8217;Università Bocconi ha invitato a fare degli atenei luoghi in cui sia possibile rischiare e anche sbagliare un&#8217;idea d&#8217;impresa. Si è parlato poi di moda sostenibile con la Camera Nazionale della Moda Italiana, e cinque giovani hanno raccontato i loro progetti, dalle celle frigorifere a energia solare per i piccoli agricoltori del Ghana all&#8217;educazione climatica attraverso l&#8217;artigianato in Zambia.<br />
I dati confermano la solidità del percorso: dei 50 progetti conclusi, l&#8217;80% è proseguito oltre la fine del finanziamento e quasi la metà ha raggiunto una scala più ampia. Altri 150 progetti sono in corso e stanno attirando nuove risorse: oltre 1,7 milioni di dollari di finanziamenti aggiuntivi.</p>
<p style="text-align: center;">      <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-2061" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3120-dimensioni-grandi-300x225.jpeg" alt="" width="352" height="264" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3120-dimensioni-grandi-300x225.jpeg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3120-dimensioni-grandi-1024x768.jpeg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3120-dimensioni-grandi-768x576.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3120-dimensioni-grandi.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 352px) 100vw, 352px" />              <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2063" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3123-dimensioni-grandi-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3123-dimensioni-grandi-225x300.jpeg 225w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3123-dimensioni-grandi-768x1024.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3123-dimensioni-grandi.jpeg 960w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<h5 class="wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-block-0-6-0">ROMA: I GIOVANI AL CENTRO DELLE DECISIONI</h5>
<p class="wp-block-0-7-0">La giornata conclusiva del 22 ottobre si è aperta con l&#8217;intervento di <strong>Agostino Inguscio</strong>. Ha ricordato che solo l&#8217;1% dei fondi mondiali per il clima raggiunge le giovani generazioni e che Youth4Climate nasce proprio per aprire a più giovani l&#8217;accesso a risorse, tutoraggio e mentoring.<br />
Inguscio ha sottolineato l&#8217;importanza di allargare le partnership, citando come esempio virtuoso la collaborazione con la Soka Gakkai italiana, che fin dalla prima Call for Solutions ha finanziato 10 dei progetti selezionati in ogni annualità, per un totale di 40 progetti.</p>
<p class="wp-block-0-8-0">Il ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong> ha definito i progetti un grande segno di speranza: anche dalle zone più remote del mondo, ha detto, i giovani prendono l&#8217;iniziativa per trasformare le proprie comunità in comunità sostenibili.<br />
Ampio spazio ha avuto l&#8217;intervento di <strong>Maurizio Martina</strong>, vicedirettore generale della FAO. Rivolgendosi ai giovani, ha riconosciuto che sono già protagonisti della transizione e che riescono a trasformare le parole in azioni concrete, cosa tutt&#8217;altro che semplice anche per chi guida le grandi organizzazioni. Per Martina investire sui giovani, e in particolare sulle giovani donne, è fondamentale: la domanda non è se farlo, ma come. I giovani, ha concluso, non devono essere un&#8217;aggiunta ai progetti, ma i protagonisti con cui costruire insieme le decisioni e le istituzioni del futuro, rimuovendo le barriere economiche e culturali alla loro partecipazione: il tempo è adesso, e con cooperazione e collaborazione si può trasformare la lamentela in idee concrete.</p>
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<p>Il panel &#8220;Partnership per far crescere le soluzioni climatiche&#8221; ha riunito <strong>Isabella Falautano </strong>di Angelini Industries, <strong>Caterina Dentoni </strong>di Acea SpA, <strong>Sabrina Di Giorgio </strong>di Generali Assicurazioni e <strong>Enrico Petrocelli</strong> di Cassa Deposito e Prestiti per parlare di infrastrutture, energia, finanza e assicurazioni.<br />
Si è poi svolto il panel &#8220;Piccole isole, grandi voci&#8221;, con giovani da Tonga, Maldive e Giamaica che hanno chiesto di non essere visti solo come comunità da salvare, ma come persone con idee e progetti, a cui servono accesso ai fondi e fiducia. Il loro messaggio verso la COP31, che si terrà in Turchia a novembre, è stato semplice: mettere le persone giovani al centro di ogni decisione.<br />
La mattina si è conclusa con la premiazione dei 50 progetti selezionati in questa annualità e per l’occasione è salita sul palco anche <strong>Anna Conti,</strong> vicepresidente della Soka Gakkai italiana, la quale ha consegnato, a nome dell&#8217;Istituto, i riconoscimenti ai dieci progetti sostenuti quest&#8217;anno con i fondi 8&#215;1000. Richiamando l&#8217;incoraggiamento di Daisaku Ikeda a inseguire i propri sogni senza arrendersi davanti alle difficoltà, ha ricordato che la passione dei giovani può aprire una nuova era, e che le loro azioni di oggi per la salute del pianeta andranno a beneficio delle generazioni future.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/youth4climate-2026-premiati-i-progetti-dei-giovani-per-il-clima/">Youth4Climate 2026, premiati i progetti dei giovani per il clima</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Voci del Mediterraneo 2026: la Soka Gakkai italiana a Lampedusa per la XIII Giornata della Memoria e dell&#8217;Accoglienza</title>
		<link>https://ottopermille.sgi-italia.org/news/voci-del-mediterraneo-2026-la-soka-gakkai-italiana-a-lampedusa-per-la-xiii-giornata-della-memoria-e-dellaccoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 11:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Lampedusa l’iniziativa “Voci del Mediterraneo”, sostenuta dai fondi 8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e promossa dal Comitato 3 Ottobre Si è svolta a Lampedusa, dal 30 settembre al 3 ottobre, l’iniziativa “Voci del Mediterraneo”, sostenuta dai fondi 8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai in concomitanza con la Giornata della Memoria e dell&#8217;Accoglienza promossa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/voci-del-mediterraneo-2026-la-soka-gakkai-italiana-a-lampedusa-per-la-xiii-giornata-della-memoria-e-dellaccoglienza/">Voci del Mediterraneo 2026: la Soka Gakkai italiana a Lampedusa per la XIII Giornata della Memoria e dell&#8217;Accoglienza</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>A Lampedusa l’iniziativa “Voci del Mediterraneo”, sostenuta dai fondi 8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e promossa dal Comitato 3 Ottobre</em></p>
<p class="wp-block-0-1-0">Si è svolta a Lampedusa, dal 30 settembre al 3 ottobre, l’iniziativa <strong>“Voci del Mediterraneo”</strong>, sostenuta dai fondi 8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai in concomitanza con la Giornata della Memoria e dell&#8217;Accoglienza promossa dal Comitato 3 Ottobre.<br />
L’evento ha luogo ogni anno per ricordare le 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 e tutte le persone morte in questi anni nel Mediterraneo. A questa edizione 2026 hanno preso parte oltre 650 tra studenti e studentesse, docenti e accompagnatori provenienti da 50 istituti scolastici italiani ed europei, insieme a sopravvissuti, familiari delle vittime e rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite.</p>
<p class="wp-block-0-2-0">Il progetto è sostenuto per il quarto anno consecutivo dai fondi 8&#215;1000 dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che anche quest&#8217;anno ha preso parte attivamente al programma con la presenza di due suoi rappresentanti, <strong>Filippo Augusti</strong> dell’Ufficio 8&#215;1000 e <strong>Alice Ferrario</strong> del Dipartimento di Relazioni Esterne.<br />
L’iniziativa si è aperta mercoledì 30 settembre con un incontro tra arte e memoria con <strong>Gabriel Seroussi</strong>, autore e giornalista che si occupa di musica rap, sottoculture giovanili e comunità marginalizzate.<br />
La serata è proseguita con uno spettacolo dedicato al tema dell’infanzia interrotta dai conflitti.</p>
<p style="text-align: left;">Nel pomeriggio del 1° ottobre, <strong>Filippo Augusti</strong> è intervenuto per accogliere gli studenti e le studentesse che hanno presentato i lavori conclusivi dei laboratori realizzati nelle proprie scuole durante lo scorso anno scolastico. Dopo aver presentato la visione della cittadinanza globale del maestro Ikeda, ha portato i saluti della Soka Gakkai italiana e spiegato le ragioni del sostegno al progetto “Voci del Mediterraneo”, sottolineando come la Soka Gakkai e Comitato 3 Ottobre condividano ideali e princìpi e l’obiettivo di diffondere ampiamente una cultura di cooperazione e rispetto dei diritti umani universali.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2032" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7637-dimensioni-grandi-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7637-dimensioni-grandi-300x225.jpeg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7637-dimensioni-grandi-1024x768.jpeg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7637-dimensioni-grandi-768x576.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7637-dimensioni-grandi.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-2009" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/ALE8667-300x200.jpg" alt="" width="335" height="223" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/ALE8667-300x200.jpg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/ALE8667-1024x683.jpg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/ALE8667-768x512.jpg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/ALE8667-1536x1024.jpg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/ALE8667.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px" /></p>
<p>La giornata successiva si è aperta con un evento toccante: studenti e studentesse hanno incontrato i sopravvissuti e le famiglie delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013, con la rara opportunità di fare domande e ascoltare le loro esperienze.<br />
Nel pomeriggio si è tenuta una commemorazione delle vittime del naufragio al cimitero di Lampedusa alla presenza, oltre che dei due rappresentanti della Soka Gakkai, anche dei rappresentanti di UNHCR, OIM, UNICEF, del sindaco di Legnano <strong>Lorenzo Radice </strong>e di <strong>Francesca Albanese</strong>, relatrice speciale delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato, protagonisti anche della tavola rotonda successiva<br />
Francesca Albanese ha poi tenuto uno speech in cui ha fatto notare come, in società così complesse e in cui le informazioni si susseguono istante dopo istante, stiamo tutte e tutti correndo il rischio di disumanizzarci e desensibilizzarci di fronte a tragedie come quelle che si verificano nel Mar Mediterraneo e a Gaza, e di come l’unica cura a questi veleni siano l’empatia e la spiritualità, capaci di farci sentire vicine le sofferenze degli altri e di creare comunità più unite e rispettose.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2026" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7672-dimensioni-grandi-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7672-dimensioni-grandi-300x225.jpeg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7672-dimensioni-grandi-1024x768.jpeg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7672-dimensioni-grandi-768x576.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7672-dimensioni-grandi.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2030" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7684-dimensioni-grandi-2-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7684-dimensioni-grandi-2-300x225.jpeg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7684-dimensioni-grandi-2-1024x768.jpeg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7684-dimensioni-grandi-2-768x576.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7684-dimensioni-grandi-2.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="wp-block-0-7-0">La tavola rotonda serale dal titolo &#8220;Lampedusa, crocevia di dialogo multilaterale&#8221; si è aperta con <strong>Alice Ferrario</strong>, che ha portato i saluti dell&#8217;Istituto e ha ribadito l’impegno della Soka Gakkai nel creare una cultura del rispetto della dignità della vita che favorisca lo sviluppo di comunità sicure e pacifiche in cui nessuna persona venga lasciata indietro. Ha sottolineato l’importanza di permettere a ogni persona di manifestare il proprio potenziale come attore di cambiamento e la necessità di collaborazione e cooperazione costanti tra attori istituzionali e società civile per la costruzione di una società pacifica e inclusiva. Appello ripreso anche dai rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite nel loro confronto successivo.<br />
Sabato 3 ottobre si è svolta la tradizionale marcia verso la Porta d’Europa per commemorare tutte le vittime dei naufragi nel Mediterraneo (si stima che siano 35mila da dopo il naufragio del 3 ottobre 2013<sup class="fn" data-fn="885b4d4b-8979-42f7-a6b3-1ec01df619b3"><a id="885b4d4b-8979-42f7-a6b3-1ec01df619b3-link" href="https://ilnuovorinascimento.org/ricercaAvanzata?q=gruppo+molti+tesori&amp;fields=CONTENT&amp;searchType=EXACT#885b4d4b-8979-42f7-a6b3-1ec01df619b3">1</a></sup>): persone sopravvissute, studenti e studentesse, docenti, istituzioni e comunità locale hanno osservato un momento di raccoglimento e deposto in mare una corona di fiori in ricordo delle vittime.</p>
<p class="wp-block-0-8-0">L&#8217;edizione 2026 è stata dedicata in particolare a far nascere consapevolezza negli studenti e studentesse sul tema dei fenomeni migratori, al diritto delle vittime a essere identificate e a quello delle famiglie di conoscere la sorte dei propri cari, oltre che alla responsabilità delle istituzioni nel garantire memoria e giustizia: un modo di raccontare il Mediterraneo come spazio di vite, relazioni e diritti, al di là della sola narrazione dell&#8217;emergenza.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2020" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7688-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7688-300x225.jpeg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7688-1024x768.jpeg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7688-768x576.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7688-1536x1152.jpeg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7688-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2028" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7703-dimensioni-grandi-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7703-dimensioni-grandi-300x225.jpeg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7703-dimensioni-grandi-1024x768.jpeg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7703-dimensioni-grandi-768x576.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7703-dimensioni-grandi.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Rafforzare la speranza credendo nei giovani</title>
		<link>https://ottopermille.sgi-italia.org/news/rafforzare-la-speranza-credendo-nei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arezzo, 27 settembre 2026 – Alla Cittadella della Pace l&#8217;inaugurazione dei percorsi formativi 2026, con una rappresentanza dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai che sostiene il Quarto Anno Rondine con i fondi dell’8&#215;1000 Il 26 settembre alla Cittadella della Pace è stato annunciato che il Metodo Rondine si estenderà anche alla prima infanzia. La giornata ha segnato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Arezzo, 27 settembre 2026 – Alla Cittadella della Pace l&#8217;inaugurazione dei percorsi formativi 2026, con una rappresentanza dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai che sostiene il Quarto Anno Rondine con i fondi dell’8&#215;1000</em></p>
<p class="wp-block-0-1-0">Il 26 settembre alla <strong>Cittadella della Pace</strong> è stato annunciato che il Metodo Rondine si estenderà anche alla prima infanzia. La giornata ha segnato inoltre l’avvio ufficiale del nuovo anno della World House (Studentato Internazionale), delle Sezioni Rondine e del Quarto Anno Rondine.<br />
L’assessora del Comune di Arezzo <strong>Lucia Tanti</strong> ha sottolineato il valore del percorso avviato con Rondine e l’importanza di educare fin dall’infanzia alla gestione del conflitto e alla qualità delle relazioni.</p>
<p class="wp-block-0-2-0">«Qui custodiamo un patrimonio di fiducia. E la fiducia non si compra ma si costruisce nelle relazioni. Anche quando vacillano, anche quando c’è fatica e delusione. Questo è il conflitto che qui impariamo ad abitare: quell’energia che permette di crescere nelle relazioni. La scelta di essere qui è un passo concreto della speranza e della fiducia», queste le parole di benvenuto del presidente e fondatore di Rondine, <strong>Franco Vaccari</strong>, alle oltre cinquecento persone presenti.</p>
<p class="wp-block-0-3-0">Nel corso della giornata è stato inoltre inaugurato il<strong> Quarto Anno Rondine</strong> e lanciato il bando per l’anno scolastico 2027-2028, rivolto agli studenti che nell’anno scolastico in corso frequentano il terzo anno dei licei classico, scientifico, delle scienze umane e linguistico. La manifestazione di interesse può essere presentata online sul sito<strong> quartoanno.rondine.org</strong>; il termine per completare la candidatura e accedere alla selezione è fissato al 7 gennaio 2027.</p>
<p class="wp-block-0-4-0">Alla Cittadella della Pace, tra i sostenitori dei percorsi formativi, era presente una rappresentanza dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, con la vicepresidente Anna Conti che ha portato il suo saluto ai giovani di Rondine. L’Istituto sostiene il Quarto Anno Rondine attraverso i fondi dell’8&#215;1000 e, dopo aver finanziato due <strong>borse di studio lo scorso anno, quest’anno ha deciso di rafforzare il proprio impegno finanziandone quattro.</strong></p>
<p class="wp-block-0-5-0">«Per noi essere al fianco di Rondine significa confermare una scelta in cui crediamo fortemente: siamo felici di contribuire a un progetto educativo di grande valore che contribuisce a formare giovani capaci di creare una nuova epoca con le loro idee e la loro passione», ha affermato <strong>Anna Conti</strong>.</p>
<p class="wp-block-0-6-0">Inaugurato anche il nuovo percorso della <strong>World House</strong>, la comunità internazionale in cui giovani provenienti da Paesi attraversati da conflitti armati scelgono di vivere e formarsi insieme. Quest&#8217;anno i partecipanti provengono da Mali, Russia, Ucraina, Armenia, Azerbaigian, Medio Oriente, Balcani e Colombia. Una studentessa della World House ha salutato i nuovi arrivati: «Qui nessuno deve avere già tutte le risposte: serve restare, ascoltare e lasciarsi interrogare, anche quando è difficile. Da oggi Rondine non siamo più soltanto noi: siete anche voi».</p>
<p class="wp-block-0-7-0">È intervenuto anche il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro <strong>Andrea</strong> <strong>Migliavacca</strong> che ha lanciato un messaggio ai giovani articolato intorno a tre parole: bellezza, accoglienza e abitare. Un invito a scoprire la propria bellezza, ad abitare i luoghi portandovi la propria ricchezza – dalla scuola alla città di Arezzo e alla diocesi – e a coltivare la capacità di accogliere le differenze, a partire dai compagni di scuola provenienti da tutta Italia e dai giovani della World House.</p>
<p class="wp-block-0-8-0">A chiudere è stato <strong>Franco Vaccari</strong> con queste parole: «Oggi non inauguriamo semplicemente tre percorsi formativi. Apriamo spazi nei quali giovani, insegnanti, educatori e comunità possono imparare a non avere paura del conflitto. Dalla World House alle scuole italiane, fino alla possibilità di iniziare questo lavoro già nei primi anni di vita, la sfida è la stessa: trasformare la relazione con l’altro in un luogo di crescita e non di contrapposizione. I numeri di Sezione Rondine ci dicono che questa intuizione sta diventando una responsabilità condivisa da una comunità sempre più grande. La pace, per noi, comincia esattamente qui: dalla capacità di educare persone che sappiano stare nel conflitto senza diventarne prigioniere».</p>
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		<title>Con UNHCR per Community Matching: da un incontro, una comunità che cambia</title>
		<link>https://ottopermille.sgi-italia.org/news/con-unhcr-per-community-matching-da-un-incontro-una-comunita-che-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 10:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 e 22 settembre a Padova il Network del Community Matching si è riunito per condividere esperienze e prospettive dell’inclusione delle persone rifugiate. Al centro, il valore delle relazioni e la collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni. Un percorso sostenuto dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi dell’8&#215;1000 Un cambiamento può cominciare dall’incontro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Il 21 e 22 settembre a Padova il Network del Community Matching si è riunito per condividere esperienze e prospettive dell’inclusione delle persone rifugiate. Al centro, il valore delle relazioni e la collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni. Un percorso sostenuto dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi dell’8&#215;1000</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2001 aligncenter" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2729-300x200.png" alt="" width="300" height="200" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2729-300x200.png 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2729-1024x683.png 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2729-768x512.png 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2729-1536x1024.png 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2729.png 2040w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="wp-block-0-1-0">Un cambiamento può cominciare dall’incontro tra due persone. Una relazione che nel tempo coinvolge amici, famiglie, luoghi di studio e di lavoro, può contribuire a trasformare lo sguardo di un’intera comunità. È questa la forza del programma Community Matching, emersa nelle due giornate di confronto organizzate a Padova il 21 e 22 settembre, dal titolo <em>Comunità in azione. Il Network del Community Matching: persone, territori e reti</em>.<br />
La prima giornata è stata dedicata ai lavori del Network negli spazi dell’Università e a seguire l’incontro serale alla Casa di Quartiere Portello ha riunito rifugiati e buddy coinvolti nel progetto, operatori e operatrici, UNHCR e lo stesso Istituto in un’iniziativa informale e ricca di incontri e scambi di esperienze.</p>
<p class="wp-block-0-2-0">Il 22 settembre la Sala Anziani di Palazzo Moroni ha ospitato invece il confronto pubblico sul programma, sul suo impatto e sulle possibilità di sviluppo. Amministrazioni locali, istituzioni, associazioni, università e imprese hanno portato esperienze diverse, accomunate da una domanda: come rendere l’inclusione una pratica quotidiana, capace di coinvolgere tutta la comunità?<br />
Il Community Matching mette in relazione persone rifugiate e cittadini e cittadine, i <em>buddy</em>, accompagnandoli nella costruzione di un rapporto di conoscenza e amicizia. Una dimensione personale che può diventare parte integrante delle politiche di accoglienza: a Padova, nello specifico, il programma è stato inserito nel capitolato del Sistema di accoglienza e integrazione (SAI).</p>
<p class="wp-block-0-3-0">Ad aprire la giornata sono stati i saluti di <strong>Margherita Colonnello</strong>, assessora del Comune di Padova, e di <strong>Francesca Bonelli,</strong> nuova rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino, insieme a <strong>Daniela Di Capua</strong> per l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. <strong>Francesca Bonelli</strong> ha sottolineato l’importanza dell’adesione di un altro Comune a quello che aspira a passare da esperimento a vero e proprio sistema, e ha ricordato come il ruolo della Soka Gakkai italiana sia stato fondamentale, non solo per il prezioso sostegno economico, ma anche per aver contribuito fin dall’inizio alla sua vera e propria ideazione. Nel suo intervento, <strong>Margherita</strong> <strong>Colonnello</strong> ha richiamato la necessità di tradurre l’impegno in azioni concrete, attraverso la collaborazione tra amministratori pubblici e Terzo settore. Ha anche proposto una riflessione sulle “bolle” nelle quali spesso ci muoviamo: ambienti in cui ci si comprende facilmente, ma che faticano a comunicare con altri, talvolta sempre più distanti dalle politiche di inclusione. Costruire relazioni significa anche cercare un passaggio tra questi mondi.</p>
<h5 class="wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-block-0-4-0"><strong>LA DIGNITÀ DELLA VITA NELLE AZIONI QUOTIDIANE</strong></h5>
<p class="wp-block-0-5-0">È su questo terreno che si colloca il sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, rappresentato all’incontro da <strong>Daniela Di Capua</strong>, direttrice dell’Ufficio 8&#215;1000. Nel suo intervento, ha ricondotto la scelta di sostenere il Community Matching al principio buddista del rispetto della dignità della vita. Un principio che può apparire astratto, ma che acquista significato nello sforzo di renderlo concreto, ogni giorno, nei comportamenti e nelle scelte.</p>
<p class="wp-block-0-6-0">«La coerenza è difficile, molto difficile», ha osservato. «Affermare il valore universale dei diritti umani richiede infatti di interrogarsi anche sui “però” e sulle eccezioni che rischiano di indebolire tale valore proprio quando riguarda l’accoglienza delle persone rifugiate».</p>
<p class="wp-block-0-7-0">Ha ricordato che il Community Matching è uno dei progetti sostenuti dall’Istituto attraverso i fondi 8&#215;1000 da più tempo e fin dal suo avvio. Una continuità che esprime fiducia nella  capacità del programma di generare effetti che vanno oltre la durata delle singole attività.<br />
Per descriverne la forza ha utilizzato l’immagine dei cerchi concentrici: dall’incontro tra due persone, accompagnate dalle associazioni, il cambiamento si estende agli amici, alle famiglie, ai luoghi di studio e di lavoro, fino a coinvolgere la comunità. «Questa coppia, in realtà, mette in moto dei cerchi concentrici, un’influenza nella propria realtà inizialmente piccola, poi sempre più grande». Lo scambio culturale diventa così un’occasione per mettersi nei panni dell’altro. Quando una persona cambia il proprio sguardo, anche chi le è vicino può trovare lo spazio per interrogarsi e mettere in discussione le proprie convinzioni.<br />
È in questo senso che il Community Matching può definirsi «un movimento culturale, sostenuto dalle comunità e dalle istituzioni, capace di alimentare la speranza concreta in cambiamenti duraturi».</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1997" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2674-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2674-300x204.jpg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2674-1024x695.jpg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2674-768x521.jpg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2674-1536x1043.jpg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2674.jpg 2040w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />  <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2003" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2704-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2704-300x215.jpg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2704-1024x733.jpg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2704-768x550.jpg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2704-1536x1099.jpg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2704.jpg 1819w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h5 class="wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-block-0-8-0"><strong>I RISULTATI: DALLE RELAZIONI ALL’AUTONOMIA</strong></h5>
<p>Alla presentazione dei risultati del programma e della rete del Network è stato dedicato l’intervento di <strong>Jasmine Mittendorff</strong>, coordinatrice del progetto Community Matching per UNHCR, insieme a <strong>Chiara Marchetti </strong>di CIAC e <strong>Lucia Ciravolo</strong> di Refugees Welcome Italia, partner operativi di UNHCR.<br />
Tra il 2022 e giugno 2026 sono stati avviati <strong>2.002 abbinamenti in 20 città</strong>, coinvolgendo persone rifugiate provenienti da oltre cinquanta Paesi. Parallelamente, il Network si è ampliato fino a raggiungere, nel 2026, <strong>11 regioni, 25 province e 53 comuni</strong>, con trenta enti aderenti: una rete che condivide strumenti e buone pratiche per mettere le relazioni sociali al centro dei percorsi di inclusione. Il monitoraggio di <strong>436 match conclusi nel 2025</strong>, con risultati rilevati a sei mesi dall’avvio, restituisce gli effetti concreti di questo impegno: il 62% ha registrato un miglioramento nell’orientamento sul territorio e nell’accesso ai servizi, il 52% nelle competenze linguistiche, il 26% nell’accesso al lavoro o nella condizione lavorativa e il 19% nell’accesso a un alloggio autonomo. Per il 31% è cresciuto il benessere generale percepito.<br />
Il cambiamento riguarda anche le reti di relazione: nel 2025, la rete di contatti dei volontari con persone rifugiate è aumentata mediamente del <strong>48%</strong>, mentre quella delle persone rifugiate con cittadini italiani è cresciuta del <strong>42%</strong>. Circa 120 facilitatori di comunità hanno inoltre sostenuto le équipe locali nell’organizzazione di eventi, nel monitoraggio informale e nell’accompagnamento dei match più complessi.</p>
<h5 class="wp-block-heading has-primary-color has-text-color has-link-color wp-block-0-10-0"><strong>UNA RETE DI RELAZIONI PER COSTRUIRE INCLUSIONE</strong></h5>
<p>Il confronto con le istituzioni e i territori ha mostrato quanto il Community Matching abbia bisogno di reti solide e di una responsabilità condivisa. <strong>Roberta Lulli,</strong> prefetta del Ministero dell’Interno, ha ricordato il contributo del Ministero alla promozione del programma nell’ambito di “FAMI Inclusione”, (<em>Fondi europei) </em>ribadendo l’importanza della sinergia istituzionale. Al dialogo ha partecipato anche <strong>Serena Martini</strong> del Servizio Centrale. Dalle amministrazioni di Bergamo, Padova, Santorso e Brescia sono emerse esperienze e questioni comuni: Bergamo ha descritto il Community Matching come un elemento strutturale delle politiche di inclusione, sostenuto dalla collaborazione tra comunità con background internazionali, diocesi e Terzo settore. Brescia ha evidenziato anche la fatica di costruire e accompagnare le relazioni, un impegno che richiede tempo e risorse. Da qui una riflessione sulle possibilità di estendere quanto appreso ad altri bisogni, come il contrasto alla solitudine delle persone anziane.<br />
Le prospettive di collaborazione si sono ampliate con i contributi dell’università e delle imprese.<br />
<strong>Marta Gaboardi,</strong> dell’Università di Padova, ha raccontato un percorso formativo che affianca alla teoria esperienze di mentoring tra studenti, studentesse e persone in condizioni di fragilità, tra cui richiedenti asilo e anziani. Le lezioni diventano uno spazio per sostenere le relazioni e affrontarne le difficoltà, in un processo di apprendimento che coinvolge anche chi si propone come buddy. Gaboardi ha richiamato inoltre l’importanza di valutarne l’impatto e la responsabilità educativa, culturale e politica dell’università. Il valore della reciprocità è tornato nelle testimonianze di <strong>Pamela De Filippi,</strong> coordinatrice della filiale di Padova di Orienta e buddy, e di <strong>Valeria Giaccari</strong>, co-fondatrice e consigliera di amministrazione dell’azienda: dalle esperienze personali al coinvolgimento di interi gruppi di colleghi, il volontariato aziendale può diventare un’occasione di trasformazione e partecipazione condivisa. <strong>Emanuele Scognamiglio</strong>, referente del Community Matching per CIAC, ha illustrato il ruolo del programma nei corridoi lavorativi, accompagnando le persone rifugiate arrivate attraverso percorsi regolari e sicuri per svolgere il lavoro desiderato. Un cammino lungo e impegnativo, la cui intensità è emersa anche nella testimonianza del lavoratore rifugiato <strong>Prince Matongo</strong>. Nel loro insieme, questi contributi hanno mostrato come, attraverso gesti quotidiani, relazioni e responsabilità condivise, l’incontro tra due persone possa generare un cambiamento che si estende all’intera comunità.</p>
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		<title>Evento 8&#215;1000: proiezione del docufilm &#8220;Libro delle ombre&#8221; al Centro culturale di Firenze</title>
		<link>https://ottopermille.sgi-italia.org/news/evento-8x1000-proiezione-del-docufilm-libro-delle-ombre-al-centro-culturale-di-firenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 14:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;evento, che si è tenuto lo scorso 20 settembre, ha visto la proiezione del docufilm dedicato alla memoria delle persone sopravvissute ai bombardamenti atomici. Il docufilm è stato realizzato grazie ai fondi 8&#215;1000 dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai &#160; A ridosso della Giornata mondiale per la pace (21 settembre) e della Giornata internazionale per la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/evento-8x1000-proiezione-del-docufilm-libro-delle-ombre-al-centro-culturale-di-firenze/">Evento 8&#215;1000: proiezione del docufilm &#8220;Libro delle ombre&#8221; al Centro culturale di Firenze</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>L&#8217;evento, che si è tenuto lo scorso 20 settembre, ha visto la proiezione del docufilm dedicato alla memoria delle persone sopravvissute ai bombardamenti atomici. Il docufilm è stato realizzato grazie ai fondi 8&#215;1000 dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-0-1-0">A ridosso della Giornata mondiale per la pace (21 settembre) e della Giornata internazionale per la totale abolizione delle armi nucleari (26 settembre), domenica 20 settembre si è tenuta presso il Centro culturale di Firenze la proiezione del docufilm dal titolo <em>Libro delle Ombre</em>, dedicato alla memoria delle persone sopravvissute ai bombardamenti atomici.<br />
Il docufilm è stato realizzato da Natia Docufilm srls in collaborazione con le studentesse e gli studenti dell’Università IULM di Milano grazie ai fondi 8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.</p>
<p class="wp-block-0-2-0" style="text-align: left;">Prima della proiezione <strong>Michela Pasi</strong>, dell’Ufficio 8&#215;1000, ha introdotto l’impegno della Soka Gakkai italiana attraverso i fondi 8&#215;1000, nelle quattro aree a cui sono destinati: diritti umani, ambiente, cultura ed educazione (la descrizione dei progetti è visibile sul sito  <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://ottopermille.sgi-italia.org</a>).<br />
Tra i progetti finanziati rientra il docufilm <em>Libro delle ombre</em>, che intende testimoniare l’impegno degli <em>hibakusha</em> – i sopravvissuti ai bombardamenti atomici – nel raccontare la loro esperienza affinché non si ripeta mai più, e affinché vi sia un sempre maggiore impegno per la felicità di tutte le persone.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1983" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre009-300x200.jpg" alt="" width="323" height="215" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre009-300x200.jpg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre009-1024x682.jpg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre009-768x512.jpg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre009-1536x1024.jpg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre009.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1985" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre011-300x200.jpg" alt="" width="322" height="214" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre011-300x200.jpg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre011-1024x682.jpg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre011-768x512.jpg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre011-1536x1024.jpg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/10/librodelleombre011.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 322px) 100vw, 322px" /></p>
<p class="wp-block-0-4-0">Il documentario è stato realizzato dalle studentesse e dagli studenti dell’Università IULM di Milano, presso cui il prof. <strong>Giuseppe Carrieri </strong>è docente di Laboratorio Avanzato di Regia Cinematografica. Il documentario unisce materiale d’archivio e animazioni per raccontare la ferita della città di Hiroshima a ottant’anni dall’esplosione. Il racconto, quasi fiabesco, si apre con delle sequenze animate sui “fiori di luce” (<em>hanabi, </em>fuochi d’artificio in giapponese) e continua con un viaggio nella memoria che raccoglie le testimonianze degli <em>hibakusha</em>. Il film si conclude poi sul cielo stellato visto dall’Osservatorio Astronomico di Hiroshima e ci lascia con la speranza che il cielo del 6 agosto 1945 non possa più ripetersi.</p>
<p class="wp-block-0-5-0">A conclusione della proiezione, si è tenuta una tavola rotonda con <strong>Rosanna Sorelli </strong>(Coordinatrice generale della Fondazione Be The Hope), <strong>Alessja Trama</strong> (Dipartimento Relazioni esterne della Fondazione Be The Hope) e <strong>Giuseppe Carrieri </strong>(docente e regista del docufilm) per approfondire le tematiche emerse nel documentario e la relazione con l’impegno umanitario e sociale dell’Istituto.</p>
<p class="wp-block-0-6-0"><strong>Rosanna Sorelli</strong> ha introdotto la Fondazione Be the Hope, nata nel 2025 per veicolare e portare avanti i progetti Cambio io, cambia il mondo e Senzatomica, sostenuti con i fondi 8&#215;1000, approfondendo in particolare il secondo, che ha l’obiettivo di promuovere la speranza e l’impegno per un mondo libero dalle armi nucleari. <strong>Alessja Trama</strong> è intervenuta con una riflessione su come gli <em>hibakusha</em> siano stati in grado di infondere speranza e di parlare di ideali nonostante l’inferno vissuto a causa della bomba atomica. Trama ha ricordato la promessa del presidente Toda e del presidente Ikeda di lottare per l’abolizione delle armi nucleari. La stessa promessa è diventata l’impegno di Senzatomica, che mette al centro le persone comuni per renderle consapevoli che il proprio contributo può concorrere al cambiamento del modo di pensare che giustifica l’esistenza delle armi atomiche.</p>
<p>Infine, <strong>Giuseppe Carrieri</strong> ha parlato della nascita e dello sviluppo del progetto del docufilm. “Cerco sempre progetti per portare gli studenti altrove” spiega, “in un luogo ancora inesplorato e ad altezza uomo, non per mostrare una storia già raccontata, ma per mostrare ciò che rimane nell’ombra, fuori campo e che rischia di passare inosservato”. Quando il progetto è stato presentato alla Hiroshima Film Commission per essere approvato, lo scopo era appunto quello di destare meraviglia su un tema già noto ma con un taglio trasversale e la messa a fuoco sulle ombre delle vite incontrate, cercando di capire quello che resta di loro. “È un documentario sulla pace e su ciò che è effimero ma che resiste”.<br />
L’evento ha accolto circa 170 persone, tra le quali molti ospiti che a seguito della proiezione del docufilm hanno visitato gli spazi del Centro culturale di Firenze.</p>
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		<title>Dalla pace alla cura. Il programma DREAM e l’impegno in Mozambico</title>
		<link>https://ottopermille.sgi-italia.org/news/dalla-pace-alla-cura-il-programma-dream-e-limpegno-in-mozambico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un evento conclusivo del progetto “Protezione per la popolazione vulnerabile di Beira” della Comunità di Sant’Egidio, sostenuto con i fondi 8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai L&#8217;8 luglio, alle ore 18, nella Sala Benedetto XIII del Complesso di San Gallicano a Roma, il Programma DREAM della Comunità di Sant&#8217;Egidio ha presentato l&#8217;evento conclusivo del progetto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Un evento conclusivo del progetto “Protezione per la popolazione vulnerabile di Beira” della Comunità di Sant’Egidio, sostenuto con i fondi 8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai</em></p>
<p class="wp-block-0-2-0">L&#8217;8 luglio, alle ore 18, nella Sala Benedetto XIII del Complesso di San Gallicano a Roma, il Programma DREAM della Comunità di Sant&#8217;Egidio ha presentato l&#8217;evento conclusivo del progetto &#8220;Protezione per la popolazione vulnerabile di Beira&#8221;, realizzato dal 2021 grazie al supporto dei <strong>fondi 8&#215;1000 dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. </strong></p>
<p class="wp-block-0-3-0">Moderati da Annamaria Doro, ricercatrice del Programma DREAM, sono intervenuti Gianna Iasilli della Comunità di Sant&#8217;Egidio, Fausto Ciccacci, ricercatore del Programma DREAM, e Daniela Di Capua, dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.</p>
<p class="wp-block-0-4-0">Nel suo intervento, <strong>Gianna Iasilli </strong>ha ripercorso la storia del Mozambico dalla guerra civile scoppiata nel 1977 fino ai giorni nostri, sottolineando il legame che la Comunità di Sant&#8217;Egidio ha stretto con il paese africano fin dal 1984, in piena guerra civile. Determinante è stato il dialogo che la Comunità è riuscita a costruire tra le parti coinvolte, un percorso che ha portato alla fine del conflitto con gli Accordi di pace di Roma del 4 ottobre 1992, evento che ha segnato anche l&#8217;indipendenza del Mozambico. Iasilli ha voluto rimarcare la disumanità della guerra e il ruolo che il dialogo ha ricoperto nella risoluzione del conflitto.</p>
<p class="wp-block-0-5-0"><strong>Fausto Ciccacci</strong>, ricercatore del Programma DREAM, ha illustrato la nascita e lo sviluppo del programma a partire dall&#8217;apertura dei primi due centri, a Maputo e a Beira, rispettivamente nel 1992 e nel 1994. Dopo la fine della guerra civile, infatti, il Mozambico si è trovato ad affrontare un&#8217;altra emergenza: quella dell&#8217;HIV.<br />
I primi centri DREAM nacquero proprio con l&#8217;obiettivo di offrire cure alle migliaia di persone colpite dal virus.</p>
<p class="wp-block-0-6-0">Fedele al principio di non riprodurre semplicemente il modello sanitario europeo, ma di costruire un vero e proprio sistema di cura mozambicano — in cui il personale medico locale viene formato per operare in autonomia rispetto al supporto della Comunità — il programma si è progressivamente esteso fino a contare oggi 24 centri sul territorio. Negli anni questi si sono trasformati in veri e propri poli polivalenti, dotati di laboratori, cliniche, scuole elementari e mense, ampliando il proprio raggio d&#8217;azione anche a patologie come diabete, ipertensione, epilessia e tubercolosi. Solo nell&#8217;ultimo anno il programma ha preso in carico 12.900 persone, ha salvato 1.800 donne dal cancro alla cervice uterina e ha distribuito oltre 150.000 pasti caldi a minori.</p>
<p class="wp-block-0-7-0">Infine è intervenuta <strong>Daniela Di Capua</strong> dell&#8217;Ufficio 8&#215;1000 dell&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che ha presentato l&#8217;Istituto e il modo in cui utilizza i fondi 8&#215;1000. Ha ricordato che tali fondi vengono destinati esclusivamente a progetti umanitari in linea con i valori del Buddismo di Nichiren Daishonin: il rispetto della dignità della vita, la costruzione della pace e la promozione di una società più giusta e sostenibile. In questo quadro si inserisce il sostegno, dal 2021, a DREAM, che offre cure gratuite e formazione al personale locale, secondo un modello di sviluppo duraturo piuttosto che di semplice assistenza temporanea.</p>
<p class="wp-block-0-8-0">Di Capua ha infine sottolineato il valore simbolico di questa collaborazione: il sostegno di un&#8217;organizzazione buddista come la Soka Gakkai a un progetto promosso da una realtà di ispirazione cristiana come la Comunità di Sant&#8217;Egidio dimostra come tradizioni spirituali diverse possano diventare una forza di collaborazione concreta, quando mettono al centro ciò che le unisce — il valore della vita umana e l&#8217;impegno per una società più giusta.</p>
<p class="wp-block-0-9-0">Ha poi concluso il suo intervento leggendo delle parole di Daisaku Ikeda tratte dalla Proposta di pace del 2020: «Il mondo è costituito dalle attività sovrapposte e intrecciate di innumerevoli persone e dalla loro influenza reciproca. Quando la competizione non considera questa realtà, perdiamo di vista l’esistenza di coloro che soffrono a causa di gravi minacce o di contraddizioni sociali. Perciò è essenziale impegnarci consapevolmente in una “vita condivisa” e lavorare per una società basata sull’impegno di proteggere e migliorare non solo la propria vita ma anche quella degli altri».</p>
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		<title>Quella voglia di fare la differenza: il ritratto di un Paese che non si rassegna, nel dossier sui dati 8×1000</title>
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		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:50:56 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/quella-voglia-di-fare-la-differenza-il-ritratto-di-un-paese-che-non-si-rassegna-nel-dossier-sui-dati-8x1000/">Quella voglia di fare la differenza: il ritratto di un Paese che non si rassegna, nel dossier sui dati 8×1000</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[	<a class="button primary type-download" href="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/09/8x1000-IBISG_media-dossier_pg-singole.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer" aria-label="Scarica il dossier">
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	</a>
	
<p class="wp-block-0-1-0">In Italia prevale una visione pragmatica del cambiamento: <strong>oltre 1 italiano su 2 </strong>(57%) crede di poter contribuire a un <strong>cambiamento positivo </strong>della società, mentre molti desiderano fare la propria parte ma non sanno come (27%). A ostacolare questi sogni, un “muro” di <strong>paura del giudizio altrui </strong>(36,7%) e <strong>sfiducia verso le istituzioni </strong>(40,5%). Accanto alle barriere, si afferma però una <strong>nuova idea di “umanesimo”</strong>: <strong>la</strong> <strong>quasi totalità degli italiani</strong> <strong>(92%)</strong> è convinta che ogni persona abbia <strong>un potenziale </strong>capace di trasformare la propria vita e la collettività.</p>
<p class="wp-block-0-2-0">È il <strong>“paradosso del cambiamento”, </strong>il fenomeno sociale emerso dall’indagine realizzata da <strong>Astra Ricerche </strong>per <strong>l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai </strong>in occasione del <strong>decennale dell’Intesa con lo Stato italiano (2016-2026)</strong><sup><a href="https://www.sgi-italia.org/in-primo-piano/paradosso-cambiamento-soka-gakkai-decennale-intesa/#f6344278-22b2-4dde-bfdc-caf5207a1337">1</a></sup><strong>. </strong></p>
<p class="wp-block-0-3-0">La ricerca è inserita all’interno di <a href="https://www.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/07/8x1000-IBISG_media-dossier_pg-affiancate.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em><u><strong>“Dove nasce </strong></u><strong>il</strong><u><strong> cambiamento”</strong></u></em><u><strong>,</strong></u></a> il media dossier con cui <strong>l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ripercorre dieci anni di Intesa attraverso dati, approfondimenti, testimonianze e il racconto dei progetti realizzati grazie ai fondi dell’8×1000</strong>. Un percorso che, dal 2020 a oggi, ha permesso di sostenere <strong>150 progetti </strong>con un investimento complessivo di <strong>33,6 milioni </strong>di euro nei campi dei <strong>diritti umani, dell’educazione, della cultura e della tutela ambientale.</strong></p>
<p class="wp-block-0-4-0">Il dossier delinea un <strong>Paese realista ma non rassegnato</strong>: se è vero che la <strong>sfiducia verso le istituzioni</strong>, la <strong>paura del giudizio</strong> altrui e la <strong>mancanza di strumenti </strong>bloccano l’azione, <strong>quasi la</strong> <strong>metà del campione </strong>(45,2%) vede margini di <strong>miglioramento nei prossimi 5 anni. </strong>Gli italiani, quindi, sono ottimisti ma sembrano disorientati di fronte a una realtà percepita come complessa e difficile da interpretare.</p>
<p class="wp-block-0-5-0">«L’indagine ci restituisce un dato particolarmente significativo: gli italiani non hanno smesso di credere nella possibilità di costruire una società migliore. Accanto alle difficoltà e alle incertezze del presente emerge una forte fiducia nel valore della persona e nella capacità di ciascuno di contribuire al bene comune. È un messaggio importante, perché ci ricorda che il cambiamento non nasce solo dalle grandi decisioni collettive, ma anche dalle scelte quotidiane, dalle relazioni che costruiamo e dalla responsabilità che decidiamo di assumerci verso gli altri. Una visione che sposa la prospettiva dell’umanesimo buddista, in cui ogni individuo ha un potenziale capace di generare valore per sé e per la comunità<em>», </em>dichiara <strong>Anna Conti, vice presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.</strong></p>
<h3><strong>L’8×1000 PER TRASFORMARE I VALORI IN AZIONE</strong></h3>
<p class="wp-block-0-7-0">Emerge che gli italiani credono nell’impegno individuale e collettivo, ma per tradurre i valori in azione servono strumenti concreti. L’8×1000 è proprio questo: uno strumento che consente ai contribuenti di destinare una quota dell’IRPEF allo Stato o a una delle confessioni religiose che hanno stipulato un’Intesa con lo Stato italiano, contribuendo così alla realizzazione di progetti di interesse sociale, culturale, educativo, umanitario e ambientale.</p>
<p class="wp-block-0-8-0">Non a caso, chi sceglie a chi destinare l’8×1000 indica come criteri principali la trasparenza nell’utilizzo dei fondi (40,5%), la vicinanza ai propri valori (34,8%) e l’impatto concreto dei progetti realizzati (33,9%). L’appartenenza religiosa incide invece in misura più limitata (16,4%), a conferma di come la scelta sia guidata soprattutto dalla fiducia e dalla condivisione degli obiettivi perseguiti.</p>
<p class="wp-block-0-9-0">Dal 2020, grazie ai fondi dell’8×1000, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha sostenuto 150 progetti con un investimento complessivo di 33,6 milioni di euro, raggiungendo 233 città in Italia e all’estero, coinvolgendo 428 associazioni e sostenendo oltre 361.900 persone. Gli interventi hanno interessato gli ambiti dei diritti umani, educazione, cultura, inclusione sociale, cooperazione internazionale e tutela dell’ambiente.</p>
<h3><strong>SPERANZA E DISORIENTAMENTO: LE EMOZIONI DEL PAESE</strong></h3>
<p class="wp-block-0-11-0">Nonostante le difficoltà del presente, la maggior parte delle persone continua a immaginare un futuro migliore. Se solo il 10,5% prevede un cambiamento radicalmente positivo nei prossimi cinque anni, <strong>quasi 1 italiano su</strong> <strong>2</strong> <strong>(45,2%) ritiene che il mondo possa comunque migliorare. </strong>Eppure, quando si passa dai desideri all’azione, emergono <strong>ostacoli concreti</strong>. Le emozioni più diffuse di fronte alle grandi sfide globali sono la <strong>speranza che qualcun altro agisca </strong>(20,9%) e <strong>il senso di impotenza </strong>(20,7%). A frenare l’impegno contribuiscono soprattutto la <strong>sfiducia nelle istituzioni </strong>(40,5%), <strong>la mancanza di risorse </strong>(30,3%) e il <strong>non sapere da dove cominciare</strong>: oltre 1 italiano su 4 (27%) afferma infatti di voler contribuire al cambiamento senza sapere come farlo.</p>
<h3><strong>IL NUOVO UMANESIMO: 92% DELLE PERSONE CREDE NEL POTENZIALE DEL SINGOLO INDIVIDUO</strong></h3>
<p class="wp-block-0-13-0">Il Dossier restituisce anche una visione del cambiamento fortemente centrata sulla persona. Per il 39,2% degli italiani la trasformazione individuale e quella sociale devono procedere insieme, mentre il 37,8% ritiene che il cambiamento collettivo inizi dalla capacità di migliorare sé stessi e ispirare gli altri attraverso il proprio esempio. Non sorprende quindi che quasi <strong>il 92%</strong> <strong>degli</strong> <strong>intervistati</strong> sia convinto che <strong>ogni persona abbia un potenziale </strong>capace di <strong>trasformare la propria vita </strong>e contribuire alla felicità degli altri. Una convinzione trasversale – per età, genere e territorio – che rappresenta uno dei risultati più significativi dell’indagine e suggerisce come, anche in un tempo caratterizzato da incertezza e polarizzazione, la fiducia nelle capacità dell’essere umano continui a rappresentare una leva fondamentale per la costruzione del bene comune.</p>
<h3 class="has-primary-color has-text-color has-link-color wp-block-0-14-0"><strong>SE GLI ITALIANI AVESSERO UN SUPERPOTERE ELIMINEREBBERO LE GUERRE</strong></h3>
<p class="wp-block-0-15-0">Se potessero intervenire direttamente sulle grandi sfide del nostro tempo, gli italiani non avrebbero dubbi: <strong>il primo “superpotere” che sceglierebbero è quello di porre fine alle guerre. </strong>La pace è infatti indicata dal 63,8% degli intervistati come la priorità assoluta su cui agire. Seguono l’eliminazione della povertà (46,7%) e delle malattie (43,7%), mentre ottengono minori consensi temi come il cambiamento climatico, l’accesso universale all’istruzione o la riduzione delle disuguaglianze. Le risposte delineano una scala di valori molto chiara, che mette al centro la <strong>tutela della vita umana, la sicurezza collettiva e la solidarietà. </strong>Un dato particolarmente significativo in un contesto internazionale segnato da conflitti, crisi umanitarie e crescenti tensioni geopolitiche.</p>
<p class="wp-block-0-16-0">Il decennale dell’Intesa tra l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e lo Stato italiano sarà celebrato con un evento in programma <strong>lunedì 20 luglio</strong><strong>, ore </strong><strong>17:00</strong><strong>, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma</strong>. L’evento prevede un convegno che riunirà accademici e rappresentanti delle istituzioni religiose e civili per riflettere sul significato dell’Intesa nel sistema costituzionale italiano e sul ruolo delle confessioni religiose nella società contemporanea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/quella-voglia-di-fare-la-differenza-il-ritratto-di-un-paese-che-non-si-rassegna-nel-dossier-sui-dati-8x1000/">Quella voglia di fare la differenza: il ritratto di un Paese che non si rassegna, nel dossier sui dati 8×1000</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
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		<title>Giornata mondiale dei rifugiati – ogni individuo può essere protagonista del cambiamento</title>
		<link>https://ottopermille.sgi-italia.org/news/giornata-mondiale-dei-rifugiati-ogni-individuo-puo-essere-protagonista-del-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 14:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giornata Mondiale del Rifugiato viene celebrata il 20 giugno di ogni anno. Quest’anno l’UNHCR lancerà la campagna globale “Until Everyone is Safe”, che richiama l’attenzione sul diritto di cercare sicurezza come diritto universale e bene condiviso. Questa giornata rappresenta un’occasione per riaffermare un principio fondamentale: nessuno è al sicuro finché non lo sono i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/giornata-mondiale-dei-rifugiati-ogni-individuo-puo-essere-protagonista-del-cambiamento/">Giornata mondiale dei rifugiati – ogni individuo può essere protagonista del cambiamento</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giornata Mondiale del Rifugiato viene celebrata il 20 giugno di ogni anno. Quest’anno l’UNHCR lancerà la campagna globale <strong>“Until Everyone is Safe”</strong>, che richiama l’attenzione sul diritto di cercare sicurezza come diritto universale e bene condiviso. Questa giornata rappresenta un’occasione per riaffermare un principio fondamentale: <strong>nessuno è al sicuro finché non lo sono i più vulnerabili tra noi</strong> e la protezione dei rifugiati è una responsabilità condivisa che contribuisce alla stabilità e alla coesione della società.<br />
Di fatto, quando le persone sono costrette a lasciare le proprie case e i propri paesi, ognuno di noi dovrebbe assumersi una responsabilità e un preciso ruolo nel contribuire a garantire loro protezione e sicurezza.<br />
E quando a ogni persona rifugiata viene garantita protezione e sicurezza, gli effetti positivi del rispetto di questi diritti non andranno esclusivamente a vantaggio dei rifugiati, ma delle stesse comunità accoglienti, rafforzate e consolidate dall’obiettivo comune di garantire l’accesso ai diritti fondamentali e di sviluppare una visione più aperta, basata sulla crescita e la conoscenza reciproca, poiché «la diversità non dovrebbe generare conflitti, ma ricchezza per il mondo» (<em>La saggezza del Sutra del Loto</em>, 1, pag. 295).</p>
<p>Nella sua Proposta di Pace del 1999, il presidente Ikeda parla della discriminazione e della chiusura mentale, sostenendo il pericolo che questi atteggiamenti portano con sè:</p>
<p style="text-align: center;">«La paura costruisce barriere di avversione e discriminazione sotto forma di confini nazionali o in base all’etnia, alla religione, al genere, alla classe sociale, alla condizione economica, o semplicemente alle preferenze personali. Chi ha una mentalità chiusa spesso tende a considerare gli altri secondo stereotipi per mascherare e al contempo sostenere i propri pregiudizi. Questo atteggiamento riflette una pigrizia mentale che impedisce di coltivare comprensione e fiducia reciproca e di sviluppare la costanza e la determinazione necessarie per impegnarsi nel dialogo. La storia insegna che solo un passo separa la pigrizia mentale dalla violenza» (Proposta di Pace 1999)</p>
<p class="wp-block-0-3-0">Citando un suo amico e premio Nobel per la letteratura Wole Soyinka, nigeriano vissuto in esilio fino al 1998, Il presidente Ikeda ci suggerisce ciò che è necessario fare per garantire la tutela dei diritti umani e costruire una società giusta verso ogni individuo:</p>
<blockquote class="wp-block-quote  wp-block-0-4-0">
<p style="text-align: center;">«Usare l’immaginazione per mettersi nei panni di un altro è la base della giustizia» (Proposta di Pace 2015)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Anche la Soka Gakkai italiana, attraverso i fondi dell’8&#215;1000 ha assunto un ruolo attivo nella tutela dei diritti dei rifugiati attraverso dei progetti che li sostengono lungo tutto il processo. L’approccio alla base dei progetti sostenuti con l’8&#215;1000 della Soka Gakkai italiana parte dal presupposto che tutte le cose sono collegate tra loro. Ciò che accade a una persona, a un luogo o a una comunità, ha sempre effetti che vanno oltre il singolo caso.<br />
Con i progetti legati al tema dei rifugiati non basta rispondere a un bisogno immediato o garantire la sicurezza. Serve costruire percorsi. Ci sono interventi per la salvezza delle persone in fuga con l’attivazione dei corridoi umanitari. Altri lavorano sull’accoglienza e l’integrazione. Altri ancora promuovono l’educazione ai diritti e alla solidarietà, aiutando a comprendere le cause dei fenomeni migratori e favorendo l’incontro, la conoscenza reciproca e la costruzione di legami umani nel quotidiano. Attraverso questi progetti sono state 5070 le persone rifugiate direttamente destinatarie degli interventi negli ultimi cinque anni. 5500 sono gli studenti e le comunità locali raggiunte da iniziative culturali e educative.<br />
Nessuna persona, se non costretta per cause di forza maggiore, deciderebbe deliberatamente di lasciare tutto ciò che ama, possiede e conosce per tentare di raggiungere un luogo lontano, sconosciuto, e dove spesso – purtroppo – non è la benvenuta. Per questo è una responsabilità individuale e collettiva quella di sostenere i rifugiati, e allo stesso tempo quella di lavorare insieme affinché le cause che costringono così tanti individui a lasciare le proprie vite, possano essere trasformate in esperienze di comunità, di sostegno e di umanità.</p>
<p style="text-align: center;">               <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1887" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-05-14-at-16.07.39-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-05-14-at-16.07.39-225x300.jpeg 225w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-05-14-at-16.07.39-768x1024.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-05-14-at-16.07.39-1152x1536.jpeg 1152w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-05-14-at-16.07.39-1536x2048.jpeg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-05-14-at-16.07.39-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" />                     <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-1568" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/02/News_corridoi-300x225.jpeg" alt="" width="358" height="269" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/02/News_corridoi-300x225.jpeg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/02/News_corridoi-1024x768.jpeg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/02/News_corridoi-768x576.jpeg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/02/News_corridoi-1536x1152.jpeg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/02/News_corridoi-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 358px) 100vw, 358px" />                   <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-1035" src="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/01/Memorie-attive-4-300x200.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/01/Memorie-attive-4-300x200.jpg 300w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/01/Memorie-attive-4-1024x683.jpg 1024w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/01/Memorie-attive-4-768x512.jpg 768w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/01/Memorie-attive-4-1536x1024.jpg 1536w, https://ottopermille.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2026/01/Memorie-attive-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
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		<title>20 anni di Gay Help Line e 10 anni di Refuge LGBT+</title>
		<link>https://ottopermille.sgi-italia.org/news/20-anni-di-gay-help-line-e-10-anni-di-refuge-lgbt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:22:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri a Roma, in Campidoglio, la conferenza stampa dedicata ai vent&#8217;anni di Gay Help Line 800 713 713 e ai dieci anni del Network Refuge LGBT+, il primo sistema di accoglienza temporanea in Italia rivolto a persone LGBTQIA+ vittime di violenza e discriminazione. Gay Help Line nasce nel 2006, dedicata alla memoria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/20-anni-di-gay-help-line-e-10-anni-di-refuge-lgbt/">20 anni di Gay Help Line e 10 anni di Refuge LGBT+</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta ieri a Roma, in Campidoglio, la conferenza stampa dedicata ai vent&#8217;anni di Gay Help Line <strong>800 713 713</strong> e ai dieci anni del Network Refuge LGBT+, il primo sistema di accoglienza temporanea in Italia rivolto a persone LGBTQIA+ vittime di violenza e discriminazione.</p>
<p>Gay Help Line nasce nel 2006, dedicata alla memoria di Paolo Seganti, ucciso nel 2005 in un’aggressione omofoba. In vent’anni il servizio ha raccolto circa 400 mila contatti con una media di 20 mila annui tra telefono, chat (<a href="http://speakly.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Speakly.org</a>) ed e-mail, costruendo una rete nazionale di ascolto, supporto e orientamento attraverso oltre 3 mila persone volontarie formate.<br />
Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati da Fabrizio Marrazzo Fondatore di Gay Help Line e Alessandra Rossi Coordinatrice di Gay Help Line i dati del report 2006-2026, che mostrano come l’utenza del servizio sia rappresentata dal 42% persone giovani LGBTQAI+ tra i 18 e i 31 anni. Negli ultimi nove anni dal 2017 ad oggi sono aumentati significativamente i contatti dal Sud raggiungendo il 40% e dal Nord il 30% circa. Risultano in aumento le richieste annue di accoglienza da parte di persone LGBTQAI+ cacciate dal contesto familiare raggiungendo gli oltre 2.000 casi annui di cui una parte consistente sono giovani e giovanissimi.<br />
Oltre il 65% sono utenti lesbiche e gay, mentre le persone trans, transgender e non binary sono dal 2-3% al 14,6% in vent&#8217;anni.<br />
Dato allarmante è l’aumento delle segnalazioni legate a omotransfobia, violenza fisica, ricatti e sicurezza personale, che dal 2017 ad oggi raggiungono i valori più alti dell’intera serie storica del servizio passando dal 2% al 15% ossia da poche centinaia ad oltre tremila casi annui. Crescono anche le richieste di supporto da parte di persone trans* e non binary, in particolare quelle legate ai percorsi di affermazione di genere.</p>
<p>In particolare, dal 2017 in poi le segnalazioni tornano a crescere, sia per effetto di una variazione territoriale e sia per una maggiore polarizzazione sociale e politica, della reazione contro l’avanzamento dei diritti LGBTQIA+ e dell’aumento della visibilità delle persone LGBTQIA+.<br />
Il dato va letto come doppio fenomeno: più ostilità, ma anche più capacità di riconoscere la violenza, denunciarla e chiedere aiuto.<br />
Il servizio in vent&#8217;anni si è avvalso di oltre 3000 volontari. “concludono Marrazzo e Rossi”<br />
Tra i principali casi ricordati c’è sicuramente il caso di Paolo Seganti che fu brutalmente ucciso sotto casa sua a Roma nel 2005 a cui è dedicato il servizio e lo hanno ricordato la sorella Marina e la cugina Adriana Segnati , il caso dell’accoltellamento all’EUR da parte di svastichella nel 2009 ai danni di una coppia gay, e quello di Andrea Spezza Catena, noto poi alle cronache come il Ragazzo dai Pantaloni Rosa , ricordato dalla madre Teresa Manes, che grazie al servizio di Gay Help Line nel 2012 scoprì cosa subiva il figlio. Dalla storia di Andrea nel 2025 è stato realizzato il film “il Ragazzo dai Pantaloni Rosa”.</p>
<p>Gay Help Line e il Network Refuge LGBT sono sostenuti anche con i <strong>fondi 8&#215;1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai</strong>, dell’Unar, Comune di Roma e Chiesa Valdese.</p>
<p>La conferenza stampa è stata aperta dalla Presidente Svetlana Celli che ha letto i saluti del Sindaco Roberto Gualtieri che ha dichiarato: “Gay Help Line è un servizio che ha saputo guardare in avanti. Il lavoro svolto dalle istituzioni in sinergia con le associazioni è fondamentale e la storia dei vent&#8217;anni di Gay Help Line ci racconta quanto ancora c’è da fare”.</p>
<p>“Se anche una sola persona, grazie a questo servizio, troverà il coraggio di chiedere aiuto e riceverà l’ascolto che merita, allora sarà come se il suo ultimo grido, quel ‘Fermatevi’, che nessuno ascoltò, trovasse finalmente risposta”, scrive Marina Seganti, sorella di Paolo Seganti, nella lettera letta durante la conferenza stampa.<br />
Nel corso dell’iniziativa sono stati inoltre presentati i dati del Network Refuge LGBT+, nato nel 2016 come prima casa famiglia LGBTQIA+ in Italia e oggi rete di accoglienza e protezione temporanea per persone vittime di violenza, allontanamento familiare e discriminazione.</p>
<p>Dalla nascita del progetto il network Refuge LGBT+ ha accolto 150 giovani provenienti da tutta Italia, con un’età media compresa tra i 18 e i 20 anni. Tra questi, 120 sono stati inseriti nel mondo del lavoro, 53 hanno svolto corsi di formazione professionale, 48 sono stati inseriti in percorsi formativi e 6 hanno conseguito il diploma di maturità.<br />
“Gay Help Line non fa assistenza, ma resistenza”, afferma Lucia Caponera, Presidente di Differenza Lesbica.<br />
“In questi vent’anni ha costruito un modello capace di ascoltare e accogliere fuori da logiche assistenzialistiche, creando una rete che restituisce dignità, ascolto e possibilità.”<br />
Nel corso della conferenza è stata inoltre presentata la nuova campagna dedicata ai vent’anni del servizio, costruita attraverso quattro storie di persone che negli anni hanno attraversato Gay Help Line e Refuge LGBT+, come una ragazza lesbica cacciata di casa 10 anni fa, una ragazza trans discriminata a scuola 8 anni fa, una coppia gay aggredita 5 anni fa e un lavoratore bisessuale discriminato sul lavoro 20 anni fa.</p>
<p>Tamiko Kaneda, Segretaria generale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha dichirato “Oggi siamo qui per testimoniare non solo un sostegno economico attraverso i fondi 8&#215;1000 ma un impegno convinto e coerente con la nostra visione di società cioè una società basata sul principio del rispetto per la dignità della vita e il principio di interrelazione, in altre parole non esiste vera felicità se si basa sull’infelicità altrui.<br />
Progetti come questo dimostrano che la trasformazione, il miglioramento partono sempre dalle persone, dalle connessioni che si creano e dalla consapevolezza che ogni nostra azione ha un impatto su tutto ciò che ci circonda”.<br />
Sono inoltre intervenuti : Gabriele Piazzoni, Segretario di Arcigay, Lucia Caponera, Differenza Lesbica, Rachele Giugliano, Arcigay Roma, Richard Bourelly, Azione Trans, e ha portato i saluti Manuela Vinay, Chiesa Valdese, Michela Cicculli Presidente Commissione Pari Opportunità Comune di Roma e Flavia De Gregorio, Capogruppo Capitolino Lista Azione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/20-anni-di-gay-help-line-e-10-anni-di-refuge-lgbt/">20 anni di Gay Help Line e 10 anni di Refuge LGBT+</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
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		<title>Il futuro ha il volto dei giovani: l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a YouTopic Fest di Rondine</title>
		<link>https://ottopermille.sgi-italia.org/news/il-futuro-ha-il-volto-dei-giovani-listituto-buddista-italiano-soka-gakkai-a-youtopic-fest-di-rondine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[INC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 13:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>YouTopic Fest è l’appuntamento internazionale che ogni anno trasforma la Cittadella della Pace di Rondine in un laboratorio globale. Quattro giorni intensi in cui giovani provenienti da Paesi in conflitto, accademici, attivisti e istituzioni si incontrano per un obiettivo: disarmare i conflitti, superare i pregiudizi e costruire una cultura di pace. Quest’anno, per la sua decima edizione, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/il-futuro-ha-il-volto-dei-giovani-listituto-buddista-italiano-soka-gakkai-a-youtopic-fest-di-rondine/">Il futuro ha il volto dei giovani: l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a YouTopic Fest di Rondine</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" /></p>
<p class="wp-block-0-1-0"><strong><a href="https://youtopicfest.rondine.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">YouTopic Fest</a></strong> è l’appuntamento internazionale che ogni anno trasforma la Cittadella della Pace di <a href="https://rondine.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rondine </a>in un laboratorio globale. Quattro giorni intensi in cui giovani provenienti da Paesi in conflitto, accademici, attivisti e istituzioni si incontrano per un obiettivo: disarmare i conflitti, superare i pregiudizi e costruire una cultura di pace.</p>
<p class="wp-block-0-2-0">Quest’anno, per la sua decima edizione, il festival ha lanciato una provocazione: <em>“Inquietudine – Come custodire la scintilla dell’umano?”</em>, invitando tutti a trasformare l’incertezza del nostro tempo in una forza generativa di cambiamento. Che cosa significa, oggi, custodire la scintilla dell’umano? Con questa domanda si è aperta la decima edizione della manifestazione.</p>
<p class="wp-block-0-4-0">L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è stato ufficialmente invitato a prendere parte alla giornata di sabato 6 giugno. Una partecipazione che ha segnato una convergenza di ideali: Anna Conti, vicepresidente della Soka Gakkai italiana, ha sottolineato come la ricerca della pace globale si radichi indissolubilmente nell’azione civile e nel legame profondo con il territorio.</p>
<p class="wp-block-0-5-0">Camminando nel borgo, davanti al Monumento delle Rondini, emerge il significato dell’opera. Le tre pietre che lo compongono richiamano l’unicità di ogni percorso e l’idea della pace come insieme di esperienze e storie individuali. Un esempio concreto è rappresentato dall’impatto dei fondi <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/">8×1000 messi a disposizione dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.</a> Il finanziamento delle borse di studio a Rondine sostiene, infatti, i percorsi formativi e di crescita personale dei giovani coinvolti, con effetti che possono estendersi anche ai contesti familiari e sociali di appartenenza.<br />
I dialoghi della giornata hanno ruotato intorno alla necessità di sviluppare un “sistema immunitario relazionale”: la capacità di stare dentro i conflitti del nostro tempo senza mai cedere alla violenza, tutelando la relazione umana a scuola, sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. Dalla giustizia riparativa, che scommette sulla pari dignità e sull’ascolto, fino alla cura del linguaggio per disarmare le parole quotidiane, il messaggio è stato unico. Come ha ricordato la scrittrice Angela Staude Terzani nell’Angolo del Conflitto, “l’unica vera rivoluzione che serve è quella che parte da dentro di noi”.</p>
<p class="wp-block-0-6-0">Il momento più emozionante e denso di speranza si è svolto nel pomeriggio con le cerimonie di chiusura della <em>World House</em> e del <em>Quarto Anno Rondine</em>. La pace è diventata una realtà tangibile quando una ragazza ucraina e una ragazza russa si sono unite in un abbraccio fraterno per guidare il passaggio di testimone tra gli studenti.</p>
<p class="wp-block-0-7-0">Anna Conti ha citato il secondo presidente della Soka Gakkai, <strong><a href="https://www.sgi-italia.org/i-tre-maestri/josei-toda/">Josei Toda</a></strong>, esortando i giovani a non arrendersi mai, a superare ogni barriera e a inseguire i propri sogni come veri cittadini globali. Le sue parole hanno risuonato come una promessa e una chiamata alla responsabilità per il domani: «Saranno la forza e la passione dei giovani a creare una nuova era».</p>
<p class="wp-block-0-8-0">L’esperienza di Rondine evidenzia come, anche di fronte a sfide globali, l’impegno individuale e la qualità delle relazioni possano rappresentare elementi significativi di cambiamento. Anche a livello locale, è possibile contribuire con azioni concrete.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org/news/il-futuro-ha-il-volto-dei-giovani-listituto-buddista-italiano-soka-gakkai-a-youtopic-fest-di-rondine/">Il futuro ha il volto dei giovani: l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a YouTopic Fest di Rondine</a> proviene da <a href="https://ottopermille.sgi-italia.org">8x1000 Soka Gakkai</a>.</p>
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